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O.D.G. CONSIGLIO GENERALE USR CISL LAZIO 6-7-2010 PDF Print
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 Documento Conclusivo

 

 

 

Il Consiglio Generale della USR CISL del Lazio riunito a Roma il giorno 6 luglio 2010, approva la relazione del Segretario Generale Francesco Simeoni, i contributi emersi dal dibattito, e dall'intervento del Segretario Generale della CISL Raffaele Bonanni.  La crisi della economia mondiale continua, anzi si stanno rafforzando le sue conseguenze nel tessuto economico, sociale ed occupazionale. Nel Lazio, nel corso del 2009, il prodotto regionale lordo è diminuito di circa il 3,5% rispetto all'anno precedente.

 La capacità produttiva utilizzata dalle imprese regionali è diminuita fino a raggiungere il minimo del 64,5% nel primo semestre 2009. Questo, tra l'altro sta comportando una notevole perdita di competitività dei nostri prodotti visto il notevole aumento del CLUP (costo lavoro per unità di prodotto). L'accumulazione di capitale fisso delle imprese è precipitosamente diminuita in termini reali. Il perdurare della crisi economica internazionale ha determinato una diminuzione della presenza di turisti stranieri nella capitale e si sono ridotti anche i flussi di ristoratori italiani. E' proseguita la fase di rallentamento dei prestiti bancari complessivamente erogati alla clientela residente nel Lazio. I flussi dei prestiti bancari entrati in sofferenza sono aumentati sia per le imprese che per le famiglie. Nella media del 2009 il numero di occupati nel Lazio si è ridotto per la prima volta dopo diversi anni di espansione, anche se in misura apparentemente lieve (-0,2%). Ma la dinamica è stata particolarmente negativa per l'industria (-3,4%) e per i servizi (-1,1%). La crisi occupazionale si è scaricata soprattutto sui lavoratori giovani ed autonomi e sui lavoratori dipendenti di età superiore a 35 anni con  contratto a termine. Per entrambe le categorie, nel 2009, il numero di occupati è diminuito di circa il 10% su base annua. La CIG, nelle sue varie forme, è letteralmente esplosa nel corso del 2009. Le ore autorizzate sono più che triplicate rispetto all'anno precedente. Il settore dei trasporti e delle comunicazioni è interessato per circa un terzo degli interventi complessivi, quasi tutti concentrati nelle componente straordinaria. Per il settore industria (incluse le costruzioni) si può stimare che il numero di occupati equivalenti in CIG è stato nel 2009 di circa 18.000 unità. In questo contesto drammatico, la politica annaspa e dimostra tutta la sua attuale lontananza dai problemi, veri  della gente, intenta come è a dibattere tra leggi più o meno “ad personam” e nomine ministeriali di favore da un lato, e dall'incapacità di proporre al Paese una seria alternativa politica e sociale dall'altro. La legge finanziaria, oggi in discussione in Parlamento, rappresenta una manovra di necessità a fronte dei rischi che la grande speculazione internazionale e l'impazzimento dei mercati finanziari stanno determinando nella economia del pianeta. Tuttavia non c'è dubbio che una manovra finanziaria fatta di soli tagli alla spesa ed agli investimenti finisce per assumere un carattere eminentemente recessivo. Con ciò aggravando la già pesante condizione economica e sociale del lavoro dipendente e dei pensionati. La CISL ha fatto molto per evitare iniquità ed unilateralità dei sacrifici necessari, ottenendo risultati importanti sul fronte della lotta all'evasione fiscale, della tutela del reddito dei lavoratori di imprese in crisi, della tutela dei lavoratori della scuola, della tenuta del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici della P.A.. Ci auguriamo che ulteriori positivi risultati possano essere conseguiti nell'ambito del dibattito parlamentare, sia nel campo della Ricerca, tutelando enti di ricerca che rappresentano l'eccellenza a livello mondiale, che in quello della Sicurezza garantendo a questa funzione fondamentale per la convivenza democratica e la sicurezza dei cittadini, le risorse necessarie a svolgere con la competenza e la capacità di sacrificio di sempre, i compiti che gli sono assegnati. Ma una questione su tutte ci preme sottolineare e riguarda il tema della disabilità. Non si tratta soltanto delle pensioni di invalidità, ma dell'insieme delle risorse destinate alla tutela di questi cittadini e delle loro famiglie particolarmente deboli. Il Consiglio Generale della CISL del Lazio sottolinea inoltre come il Paese abbia bisogno di una vera e propria rivoluzione fiscale. Questa battaglia che la CISL intende condurre dovrà determinare una vera equità fiscale basata non soltanto sul principio sacrosanto del “chi più ha, più deve pagare”, ma anche del “chi più consuma, più deve pagare”. In questo contesto è a nostro avviso possibile, fin da subito, colpire con tassazioni aggiuntive i grandi patrimoni e le plusvalenze di borsa. Con la Regione Lazio, il confronto stenta a decollare e così non potrà che continuare fino a quando la Giunta Polverini, anziché sforzarsi di avanzare proposte credibili per fare fronte alla drammatica situazione finanziaria della Regione ed alla sue necessità infrastrutturali, sociali ed economiche, continuerà ad essere impegnatissima, scimmiottando un modello che già con Alemanno non sta funzionando, a dichiarare che l'origine di ogni male è da ricercare nella gestione precedente. Oggi non c'è più traccia delle grandi opere infrastrutturali necessarie per il Lazio, il TPL rischia il collasso, le politiche ambientali, energetiche e dei rifiuti attendono di essere definite, l'apparato industriale continua a perdere drammaticamente colpi, la coesione sociale si allenta. In questa situazione si inseriscono l'incremento delle addizionali IRAP e IRPEF (che per i romani saranno doppie), l'introduzione di nuovi pedaggi autostradali, il ticket per i disabili, l'aumento delle tariffe del TPL e dei rifiuti, i costi del piano di rientro del deficit sanitario, la riduzione della capacità di spesa dei circa 400 mila lavoratori pubblici a causa del blocco dei contratti. In questa drammatica situazione appare irresponsabile la pretesa di governare comunicando decisioni già prese senza confrontarsi con tutte le parti sociali, così come è avvenuto nel piano di rientro della sanità, o come di apprestano a fare nell'importante tema del riassetto delle società e delle agenzie pubbliche regionali. La CISL del Lazio ha elaborato proposte credibili che intende portare al confronto con le altre organizzazioni sindacali, nell'intento di riuscire ad avviare un confronto di merito con l'Amministrazione regionale, mettendola di fronte alle sue proprie responsabilità. Allo stesso modo il Consiglio Generale della CISL del Lazio ritiene si debba agire a livello locale, attivando una nuova stagione di concertazione e contrattazione sulle politiche pubbliche territoriali, con gli Enti Locali. Il Consiglio Generale, infine, approva le decisioni e le posizioni prese dalla FIM CISL nella difficile vicenda della FIAT di Pomigliano, ritenendo assolutamente indispensabile poter continuare ad affermare la possibilità di sviluppare attività manifatturiera nel nostro Paese, in particolare nel Mezzogiorno.     

Approvato all'unanimità       Roma, 6 luglio 2010

 

 
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